23:59 .: by ErEkA in Our Life, U.S.A. West Side, Viaggi :.
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Capitolo 1 – La Partenza

Ore 5:00 e la mamma ci viene a prendere per portarci in aereoporto inconsci di cosa ci sarebbe capitato..

Arriviamo all’aereoporto di Bologna 2 ore prima del decollo. Lette le informazioni necessarie, ci siamo avviati verso l’incelofanatore di valige. Noi avevamo 2 valigione e un trolley da incartare e imbarcare a destinazione finale.

Sborsati 27 eurini per 3 esili valige, ci avviammo verso i check-in 38-39-40 della British Airways.

“Non c’è per niente coda, bene!!”

Al nostro turno consegnamo i 4 passaporti e biglietti elettronici chiedendo di poterci seder vicino. La tizia sgodevole più che mai ci chiede quanti bagagli abbiamo:

- “5″

- “Se ne può portare solo 1 a testa”

°°e allora vattelo a prendere nel culo, te e le tue domande del cazzo°°

Io cerco di spiegarle che, leggendo nelle informazioni avevo visto indicato 2 colli a testa. Lei, senza nemmeno alzar la testa (e forse è meglio perchè avrebbe visto un bel dito medio stampato sulla mia fronte) mi dice:

- “NO. Solo 1″

OK, siamo già ufficialmente nella merda. Le cose erano state distribuite a perfezione per non sovraccaricare alcun bagaglio.

°°Il mio trolley è piccolino e potrei portarmelo su ma.. che cazzo c’avrò messo dentro?!?! :| Sicuramente le scarpe, e quelle servono.. ma avrò anche oggetti strani come liquidi velenosi o armi? BOH!°°

Opzione 2:

- “Quanto mi costerebbe imbarcare anche questa?”

- “38 euro”

- “Ok, la porto a bordo.”

Caffè e paglia doverosa viste le successive 15 ore e più di astinenza e l’ingastro per le valige.

Saluti alla mamma e via verso il gate che nel frattempo si era riempito. Ovviamente dove c’è un imbuto si accumula merda.. quindi stiamo in coda 20 minuti abbondanti e nel frattempo sentiamo chiamare il nostro volo, sollecitando i passeggeri a darsi una mossa.

Per quelli che vanno a Londra (noi) aprono una via di fuga che ci fa passare davanti a tutti..

°°Cazzo, hanno iniziato ad imbarcare presto!°°

OK. E’ il momento della verità: ora il nostro bagaglio clandestino dovrà essere messo a nudo.

Passa la mia borsetta… tutto ok. D’altronde ci sono solo quintali di paglie e un paio di accendini che ignorano.

Poi è la volta dell’attrezzatura fotografica… tutto ok, e vorrei anche vedere tzè.

Passa quello che da unico bagaglio a mano iniziale era diventata la nuova borsetta di Luca… tutto ok.

Mentre siam li che ci ricomponiamo, sentiamo dire:

- “Di chi è questo bagaglio?”

Io ero esattamente dietro la tipa che osserva gli scheletri dal monitor.. da piegata a 90° com’ero, alzo solamente gli occhi e vedo il fermo immagine di un bagaglio preso in esame dalla polizia.. e riconosco le nostre scarpe. °°Dxx Cxxx°° , esclamo tra me e me mentre velocemente mi metto lo zaino sulle spalle e mi faccio avanti dicendo: “MIO!”.

Ritirano velocemente i biglietti a me e a Luca per fare dei controlli. Visto che il poliziotto era “otto”, Luca si dilegua e lascia me sola a contrattare la merce. Io, sottolineando la S bolognese, gli spiego che forse c’è qualche liquido perchè in realtà vevo previsto l’imbarco in stiva per quella valigia, ma che la stronza del check-in mi aveva detto “NO, solo 1″.

Il poliziotto mi sorride e dice che aveva capito la situazione vedendo l’incelofanatura a mo’ di profilattico rosso attorno al trolley ma che, ahimè, doveva aprirla ugualmente.

- “Va beh” dico io “Son tutte cose che si possono ricomprare” non ricordandomi assolutamente che cosa ci fosse dentro però. “Meglio qui che a Londra dove abbiamo solo 2 ore per cambiare aereo e rifare il nostro check-in con qualche altra stronza che oltre ad essere stronza è pure inglese”.

Con un cutter taglia 9 euro di “celofan”. Apro. Non c’era molto.. sopra. Sotto, ovviamente c’era il beauty.

Il tipo inizia ad elencarmi gli oggetti anomali che la collega visualizzava dal monitor:

- “3 forbicine”

- “eccole” °°addio a tutte e 3°°

- “una schiuma da barba”

- “Lucaaa a Las Vegas devi comprarti la schiuma da barba!”

- “tutti i flaconi con più di 100ml di prodotto.. vediamo cosa c’è”

e qui inizia l’elenco della spesa..

struccante, la crema per il corpo dell’erboristeria (Giulia l’abbiamo comprata insieme quella.. ;( ), il balsamo per capelli e un disinfettante..

- “e poi signorina c’è un affare lungo, un tubone tipo lacca o schiuma.. è molto grande”

- “NOOOO. Tutto ma i miei 2kg di lacca NO! E’ nuova, ottima e pagata un culo, la prego”

Il poliziotto mi guarda quasi con pena: “Purtroppo si.”

°°la mia lacca°° – “Ma se le lascio l’indirizzo me la puo’ spedire a casa?!”

- “Eh no signorina. Con questa roba l’unica cosa che può fare è darla in beneficenza”

- “IN BENEFICENZA???? La mia super lacca da 35 euro?! Ma è di mia proprietà, cosa se ne fanno della beneficenza di un tubo di lacca?!?!?”

Triste triste e triste corriamo verso l’imbarco perchè siamo in stra-ritardo, mentre il poliziotto butta il bottino nel raccoglitore per la beneficenza.

Ecco il gate, e poi il bus e poi sull’aereo.

Io, ovviamente ho il posto da sola, in mezzo a sconosciuti e gli altri 3 invece, vicini vicini.

°°Ma allora la tipa del check-in mi odiava proprio°°

L’unica cosa che sono riuscita ad esclamare durante le prime 2 ore di aereo è stata “La mia lacca”. Poi mi sono messa a fare un sonnellino con l’iPod nelle orecchie.. d’altronde non avendo dormito tutta notte per fare le valige la stanchezza saliva..

A Londra temo ci aspetti una bella corsetta con un bagaglio in mano in più e senza lacca.

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Capitolo 2 – Droga! .. il sesso e il rock’n'roll arriveranno..

All’aereoporto di Londra non andiamo troppo di corsa perchè ci sono molti altri italiani che come noi stanno effettuando lo stesso scalo per Las Vegas. Salutiamo Anna e Franco e andiamo a cercare la parte Sud, dove partono i voli intercontinentali.

Tutto bene, tranne il check-in (ce l’han proprio con me).

Scalzi attraversiamo il metal-detector e attendiamo le borse dall’altra parte. Trattengono la mia borsetta per effettuare un test anti-droga in quanto gli è parsa sospetta.

Va beh dai, c’erano solo 5 o 6 pacchetti di sigarette.. infatti nessun segno di droga. E che credevano!? Mica son caduta così in basso!

Saliamo sul mostro della Virgin Atlantic.. cacchiarola, è veramente enorme. Non i sedili pero’.. quelli sono piccoli come al solito.

Accendono i motori, si mette in pista.. .. ma nn ricordiamo più nulla. Ancor prima del decollo siamo caduti in un sonno scomodo ma profondo.

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Capitolo 3 – Veeeegas!

L’aereo atterra a Las Vegas. La vecchietta accanto a me mi spiega dall’oblò quali sono gli alberghi che si vedono e sfregandosi le mani dice che oggi sarà giornata fortunata al casinò (08/08/08).

Le valige le recuperiamo tutte e subito. Dopo i soliti controlli al passaporto, impronte digitali etc possiamo dichiararci su suolo Ammmericano!

Fuori dall’aereoporto veniamo colpiti dal soffio di un phon bollente. Tanta aria ma per nulla fredda. Ci dirigiamo a prendere l’auto con una navetta che ci porterà al noleggio.

Il conducente carica e sistema tutte le valige dei passeggeri.. eh si, qui hanno un’educazione molto diversa da quella italiana.

Arrivati al check-in della Dollar (e che cazzo, il check-in pure qui), diamo tutti i dati e paghiamo una cifra molto più alta di quanto ci aspettavamo.. Più di 800 dollari!

La tizia, questa per fortuna molto cortese, ci indica la strada per il parcheggio e ci consegna una mappa con le indicazioni per arrivare al nostro Motel.

Arrivati al deposito auto, un signore ci accompagna alle auto disponibili e ci dice di scegliere quella che volevamo e di partire. La scelta nn era molto difficile.. c’erano solo 2 auto! Una Jeep Liberty e una Hiunday Tucson. Il baule non era per niente grande in entrambe, pertanto luca va a sensazione: scegliamo la Jeep!

Partiamo verso il motel.

Uscendo dal noleggio prendiamo la direzione Las Vegas Boulevard come diceva la mappa.

Arrivati ormai al bordo della città ci accostiamo per ricontrollare la cartina..

- “Dovremmo andare nella direzione opposta a questa, verso il centro, non verso il deserto..”

Paglia e foto d’obbligo in questo respiro di bellezza.. alle porte di splendidi paesaggi desertici, a un passo dall’infinito mi rendo già conto che la vacanza sarà stupenda. Peccato che dopo 5 minuti di auto c’eravamo già persi.

Mentre faccio un paio di scatti mi rendo conto che la nostra auto è targata

751 VGN

Guardo luca e gli dico:

- “Amur!! Abbiamo la macchina targata VAGINA!”

e da quel momento la nostra auto, che ci accompagnerà in tutto il viaggio, avrà il nome Vagina del Nevada.

Una volta capito che le vie scritte di fronte ad un incrocio indicano la strada che tagli e non quella che stai percorrendo, riusciamo a prendere la direzione giusta.

Cazzarola, Las Vegas è proprio bella, mi sale subito la voglia di visitarla subito ma non c’è tempo ora e non è nemmeno il tempo per farlo. Qui ci torneremo gli ultimi 3 giorni.

Svoltiamo per Tropicana Avenue e superiamo l’MGM.. Eccolo! Il Motel 6 Tropicana!

Carino, con lo stile classico da Motel all’ammericana e una fantastica piscina al centro.

Consegnati i documenti alla hall e recuperate le chiavi della camera riprendiamo l’auto e raggiungiamo il 2° gruppo di stanze parcheggiando negli appositi spazi riservati.

La stanza è carina, pulita e con l’indispensabile.

Scatto subito un paio di foto perchè dalla porta vediamo il dorato Mandaly Bay e la nera Piramide del Luxor.

Poi guardo Luca e lo convinco ad andare velocemente a prendere qualcosa da bere al Market del motel e poi tuffarci in piscina. E cosi abbiam fatto. Un’oretta di piscina e poi doccia.. Ci voleva dopo tante ore fermi in aereo.

Per la cena eravamo d’accordo di aspettare l’Anna e Franco che sarebbero atterrati alle 20.30.. ma nell’aspettare ci siamo addormentati.

Ricordo che Franco mi ha telefonato dicendomi che erano a Las Vegas e stavano aspettando le valige. Appena recuperate ci avrebbero raggiunti in motel.. Poi ricordo solo che era mattina.

Mi hanno poi raccontato (ma lo scrivo nella giornata dell’8) di essere andati al Motel Tropicana invece che al nostro Motel 6 Tropicana. Anna è entrata nella hall e ha chiesto la camera vicino a noi, consegnando passaporti e ricevuta di prenotazione. Il tizio ha controllato sul suo pc e successivamente sul foglio che Anna gli ha dato.. Cercando di non ridere le ha detto che non c’era alcuna prenotazione a nome Ferrarini e, riponendole il foglio, le ha fatto notare che l’hotel era 400 metri più avanti.

Scusandosi all’infinito l’hanno salutato e si sono avviati , ovviamente a piedi a quel punto, verso il vero motel arrivando a mezzanotte. Si son visti con Luca giusto il tempo di deliberare di andare a dormire. Pertanto niente cena, ma la giornata era stata troppo pesante per pensare anche a quello. Meglio cosi!

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. . to be continued . .

 

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