Capitolo 12 – Adios Blanding, e con gran piacere!
Pronti pr ripartire ci dirigiamo alla hall del carcere per lasciare le chiavi, riprenderci i nostri documenti e pagare. Presento la mia fattura, quella a 0$ che mi aveva fatto il tipo sporco la sera prima. La tizia, una ancor diversa, mi dice “You Are Free” che in italiano indica “Non paghi un cazzo”, mentre Anna ha firmato la fattura con la cifra concordata alla prenotazione. Io le chiedo una seconda volta se è sicura che i soldi non mi verranno scalati dal conto e la signora (almeno questa sorrideva) mi ha ribadito “You Are Free”.
Il dubbio in realtà c’è rimasto fino al momento in cui ci è pervenuto l’estratto conto della banca a casa, dove la notte a Blanding non è risultata. Purtroppo in Ammmerica usano strisciare la carta di credito appena ti presenti in albergo. Noi avevamo strisciato la carta di Luca ricevendo poi l’sms di notifica spesa mentre al momento dell’effettivo pagamento non avevamo ricevuto alcun sms che ci confermasse la notte gratuita.
Decidiamo poi di caricare la macchina e partire verso Moab, non tanto lontano da Blanding. Ci siamo rifiutati di far colazione in qul paese di spettri e siamo partiti in fretta e furia dopo un paio di scatti ricordo.
Consiglio a tutti i lettori: Evitate il Comfort Inn di Blanding, anzi, evitate totalmente Blanding.
Capitolo 13 – Good Jooooob
La strada che porta a Moab appare subito molto verde. Attraversiamo colline molto simili a quelle della nostra Italia per poi ritrovarci in una prateria infinita. Passiamo un paese dal nome “Monticello” dove sulla strada princpale troviamo lo sceriffo col suo gippone imponente con la stella sulla portiera.. troppo fiko! La giornata è splendida, i colori meravigliosi, tali da farci dimenticare l’esperienza Blanding.
Vicino a Moab avremo l’Arches National Park, uno dei vari parchi particolare per le rocce a forma d’arco, come si intuisce dal nome. E già prima di arrivare a Moab troviamo lungo la strada queste forme.
Moab è veramente fantastica: è grande il giusto da proporti tutto ciò che è necessario, ha lo sceriffo ed è ben tenuta, accogliente. Si capisce subito dal primo impatto che è una meta turistica. Troviamo facilmente il motel dove dormiremo, appoggiamo le valige e andiamo alla ricerca di una uona colazione stile americano.
Sulla strada troviamo un locale con giardinetto interno che ci ispira e decidiamo di entrare. Ci accoglie una signora cosi detta “Figa d’una volta” che con gran brio ci fa accomodare in un tavolo in giardino. La vecchia: 50ina, fisico da vecia ma con lo spirito di una 20enne. Braghe di jeans al ginocchio, di quelle larghe allacciate sotto le tette e camicia infilata all’interno, rossa a quadrettoni blu.. insomma brutta e ridicola ai nostri occhi ma si è meritata 5$ di mancia in più da quella richiesta, solo per la simpatia.
A parte il fatto che la colazione, oltre ad essere un pranzo come misura, era buonissima, la tipa ad ogni nostra ordinazione faceva versi di entusiasmo strani, orgasmi post-menopausa, urlando con vocione rauco da ‘gooodooo’ : “Good Joooooooob”, stile stallona a far west. Che ridere e la barista era veramente fuori controllo, da 10+! Il locale era proprio carino, ci siamo gustati la mega colazione all’arietta fresca circondati da gran simpatia.
_
Capitolo 14 – Arches e Penis
Finita la colazione decidiamo di fare una passeggiata per Moab, soprattutto per digerire egg and bacon. Arriviamo al visitor center dove, tra acquisti e consigli dei gestori, Luca sparisce in bagno colto da cessite acuta. Provate ad immaginare l’odore che fluttuava all’interno del Visitor Center dopo aver pagato…
Pronti, dopo aver fatto scorta d’acqua ci dirigiamo in auto vrso l’entrata dell’Arches park.
Arches si è dimostrato uno dei parchi più belli visti fino ad ora.. non che siano classificabili perchè vi assicuro che questo viaggio andrà alla storia nei nostri ricordi, pero’ per quello che mi ero documentata pensavo che l’Arches fosse uno dei più brutti. Rocce appoggiate una sull’altra intente in un equilibrio nturale, stile “I Bulgari”, colori rossi a 360° che creano un contrasto perfetto col blu del cielo. Dalla strada in salita si ha un panorama fantastico: è bello avere giornate cosi nitide che permettono di vedere a miglia e miglia di distanza.
Mama and Papas – California Dreaming
L’enorme parco si gira tutto in auto per poi scendere nei vari overview. Abiamo visto forme bizzarre, come quella di un mega pene che io e Anna abbiamo votato con dieci. Il Three Gossip, che raffigura tre donne intente a spettegolare; la roccia di Willy il Coyote, quella che cerca sempre di buttarla su Beep Beep cadendoci invece lui sotto.. e proprio questa scena ci è venuta in mente quando la stavamo fotografando da sotto e abbiamo deciso di postarci; l’angolo del Sand Dune: uno stretto passaggio che porta in una “stanzetta” di sabbia rossa in mezzo a grosse rocce.
Fantastico, giudicate con i vostri occhietti.
_
Capitolo 15 – Nuoto + Cena + Nanna
Torniamo dall’Arches che ancora c’è luce. Col fatto che sto parco era vicino possiamo goderci la giornata con molta più calma..e allora perchè non approfittarne per fare una bella nuotata nella piscina dell’hotel?! e cosi abbiamo fatto! Nuotatina e idromassaggio prima di una bella doccia.
A cena siamo andati in una Steak House/BBQ , più stile pub.. infatti non abbiamo mangiato divinamente ma siamo usciti soddisfatti.
Paglie digestive e poi a nanna.. un altro giorno ci aspetta!!
_




















